Per dare impulso e sostegno alla green economy, Intesa Sanpaolo ha sviluppato negli ultimi anni un’offerta di prodotti di finanziamento e di consulenza ampia e diversificata, dedicata a tutte le tipologie di clienti, in Italia e all’estero.

Dall’ultimo Rapporto dell’ABI su Banche e Green Economy emerge che il sistema bancario dal 2007 al 2014 ha finanziato progetti legati alla produzione di energia rinnovabile e orientati all’efficienza energetica per circa 27 miliardi di euro, a cui il Gruppo Intesa Sanpaolo ha contribuito per circa 11 miliardi di euro.

Nel corso del 2015 il 3% del totale dei finanziamenti di Intesa Sanpaolo ha riguardato finalità a beneficio ambientale, fra cui energie rinnovabili, efficienza energetica, servizi ambientali, per un totale di oltre 1.495 milioni di euro. Il dato è in aumento rispetto al 2014 sia per un incremento dei finanziamenti alle imprese, sia per un miglioramento della metodologia di censimento sul perimetro corporate, che ha introdotto una classificazione più dettagliata delle finalità e degli interventi ambientali da censire e ha previsto una raccolta dei dati ad hoc su questo perimetro grazie alle segnalazioni dei gestori.   

Finanziamenti con finalità ambientale [%]

     

In generale l’andamento dei finanziamenti per le energie rinnovibili risulta in calo sia a causa del non facile periodo economico sia per la netta riduzione degli incentivi pubblici.

Per quanto riguarda i prestiti personali ai privati, sono continuate nel 2015 le erogazioni con finalità ambientale tramite il prodotto “Prestito Facile esigenze ecologiche”. Con riferimento ai professionisti e alle imprese sono proseguiti i finanziamenti a breve e medio-lungo termine a sostegno di progetti relativi all’utilizzo di pannelli fotovoltaici, impianti di biomassa, impianti idroelettrici e interventi di efficienza energetica.

Mediocredito Italiano, la banca del Gruppo Intesa Sanpaolo che unisce in un'unica realtà i finanziamenti a medio-lungo termine, il leasing e il factoring, riconduce all’interno del programma Energia Sostenibile e Leasenergy soluzioni finanziarie “su misura” dedicate alle imprese che investono in impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile o in processi di efficientamento energetico.

Il Desk Energy di Mediocredito Italiano continua a focalizzare l’attenzione sul tema dell’efficienza energetica, anche partecipando a tavoli operativi di confronto con i soggetti istituzionali competenti. I finanziamenti a medio – lungo termine di Mediocredito per le energie rinnovabili sono sempre preceduti da una perizia sul progetto che contemporaneamente costituisce consulenza per la clientela e supporto alla valutazione creditizia della banca. Inoltre è stata definita una nuova policy creditizia con l’obiettivo di favorire gli investimenti nel settore dell’efficienza e del risparmio energetico, sostenuti sia da imprese energivore sia da ESCO (Energy Service Company) a favore di soggetti privati e della Pubblica Amministrazione.

Nel 2015 i finanziamenti dedicati “Energia Sostenibile” sono stati 47 per un importo complessivo pari a 140 milioni.

Nell’ambito del leasing continua la flessione del prodotto Leasenergy (7 nuovi contratti per 48,5 milioni) in linea con il comparto energy del leasing in Italia. Nel complesso sono attivi quasi 1.800 contratti di leasing che hanno contribuito alla realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili per oltre 2,2 Gigawatt. I nuovi contratti di leasing del 2015 daranno luogo ad un risparmio annuale di emissioni stimato in 16.220 tonnellate di CO2.

Nell’ambito delle Organizzazioni non profit Banca Prossima sostiene con il credito i progetti di efficientamento energetico con soluzioni che aiutano i clienti ad ottimizzare i flussi finanziari generati dall’investimento e ridurre i costi del finanziamento. Inoltre nel 2015 ha rinnovato l’accordo operativo vigente con Federesco (Federazione Nazionale delle Esco) volto ad attivare il processo di riqualificazione energetica nell’ambito del Terzo settore. L’accordo consente ai clienti di Banca Prossima di far effettuare una pre-valutazione gratuita dei propri impianti ed una analisi complessiva della propria situazione energetica dalle Energy Service Companies associate a Federesco e certificate Unicei 11352, valutare le possibilità di risparmio derivanti da specifici interventi di efficientamento della propria spesa energetica, effettuare gli interventi suggeriti grazie a finanziamenti con rate di rimborso in linea con il risparmio atteso e contribuire di conseguenza ad aumentare la sostenibilità complessiva della propria attività sociale. Al fine di affiancare la propria clientela in questo percorso, Banca Prossima ha formato nel corso del 2015 sul tema dell’efficienza energetica 22 colleghi della Banca, localizzati su tutto il territorio nazionale, che risultano quindi essere, per il mondo del non profit, i referenti sui temi del risparmio e dell’efficienza energetica.

Oltre ai prodotti dedicati e alla consulenza, la green economy è sostenuta tramite specifiche convenzioni a livello locale. Nel 2015 è stata sottoscritta da parte di Carisbo, Cassa di Risparmio di Forlì e della Romagna e Banca Monte Parma (ora Intesa Sanpaolo) la Convenzione Fondo Energia Emilia Romagna a sostegno degli investimenti destinati all’efficientamento energetico, alla produzione di energia da fonti rinnovabili e alla realizzazione di impianti tecnologici che consentano la riduzione dei consumi energetici da fonti tradizionali da parte di imprese della regione Emilia Romagna.

Anche tra le Banche Estere del Gruppo l’offerta di prodotti servizi a supporto alla green economy è molto ampia.

In Serbia, Banca Intesa Beograd lavora con la banca di sviluppo tedesca, Kreditanstalt für Wiederaufbau (KfW) per il finanziamento a small business e piccole imprese di interventi di efficienza energetica, protezione ambientale e energie rinnovabili. In collaborazione con il Green for Growth Fund (GGF), offre prestiti alle famiglie e alle piccole e medie imprese per migliorare l’efficienza energetica. Ulteriori finanziamenti alle PMI per l’efficientamento energetico sono erogati con il supporto della Banca Europea di Ricostruzione e Sviluppo.

La croata Privredna Banka Zagreb offre finanziamenti ai privati che intendono acquistare o costruire edifici residenziali in classe A+, A, B o a coloro che intendono avviare azioni di efficienza energetica in edifici già esistenti attraverso l’isolamento dell’involucro e il rifacimento del tetto, nonché per l’installazione di pannelli solari o impianti geotermici.

In Repubblica Slovacca, VÚB Banka offre supporto alle energie rinnovabili sia attraverso co-finanziamenti per il loro sviluppo in cooperazione con la European Investment Bank (EIB) e la European Bank for Reconstruction and Development (EBRD), sia con finanziamenti per l’efficienza energetica nella ristrutturazione di edifici residenziali.

La slovena Banka Koper, che da sempre è molto attiva nell’ambito dei finanziamenti per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili, eroga finanziamenti ai clienti privati sulla base del contratto con Slovenian Environmental Public Fund – Eco fund, con l'obiettivo di facilitare gli investimenti in costruzioni a basso impatto ambientale. Eco Fund è la più grande istituzione finanziaria slovena e promuove investimenti che rispettino il piano d'azione nazionale per l'ambiente e la politica ambientale dell'Unione europea.

Intesa Sanpaolo Romania sostiene finanziariamente, anche attraverso fondi statali ed europei, i piccoli e medi agricoltori nelle fasi di stagionalità e sostiene i giovani e le start-up in ambito rurale.

In Russia Banca Intesa offre ai propri clienti una linea di credito per il trattamento delle acque reflue e la modernizzazione di impianti ad aria compressa.

Infine Intesa Sanpaolo Albania ha stabilito un accordo con IFC (International Finance Corporation), con l'obiettivo di sviluppare il mercato albanese delle energie rinnovabili, con una particolare attenzione alle piccole centrali idroelettriche. Inoltre sta sviluppando significativamente il comparto dell’agribusiness, supportando la crescita delle filiere agricole locali (dal produttore al distributore) con servizi di consulenza e finanziamenti.

In un contesto economico di particolare difficoltà che riduce sempre più le risorse a disposizione dei singoli Stati per interventi in ambito infrastrutturale e sociale, la disponibilità dei Fondi Strutturali ha assunto una valenza sempre più strategica e il loro impiego tempestivo ed efficiente è diventato sempre più sfidante. Tra le società del Gruppo che già da alcuni anni hanno accolto questa sfida figura EQUITER che, oltre ad impegnare il proprio capitale di rischio nei settori ambiente, infrastrutture ed utilities, gestisce tre fondi chiusi, costituiti con una dotazione di circa 190 milioni di euro a carico del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, dedicati al finanziamento di progetti di sviluppo urbano e riqualificazione energetica. Nell’ambito dell’iniziativa Jessica, costituita con il supporto della Banca Europea per gli Investimenti e delle autorità regionali di Sicilia, Sardegna e Campania, EQUITER seleziona progetti in grado di ripagare il capitale finanziato aiutando a superare quelle inefficienze e quei fallimenti del mercato che impediscono di ottenere finanziamenti sufficienti. I progetti possono comprendere un’ampia gamma di interventi: la riqualificazione urbana, il recupero di aree dismesse o degradate, il potenziamento dei sistemi di mobilità, la creazione di parchi urbani e centri di aggregazione o il miglioramento dell’efficienza energetica. È importante tuttavia che questi siano implementati in stretta coerenza con i valori che caratterizzano l’azione dell’Unione: inclusione sociale, crescita sostenibile, tutela dell’ambiente, diffusione della legalità e della sicurezza.

Nel 2015 è proseguito il confronto costruttivo sul tema ambiente ed energie rinnovabili del “Tavolo Verde”, un gruppo di lavoro interfunzionale coordinato dall’Unità CSR, che affronta di volta in volta tematiche di attualità sul tema e offre uno spazio di condivisione delle novità normative e delle best practice interne. Nel 2015 si sono tenuti tre incontri: il primo ha visto la presentazione ai colleghi da parte dell’unità CSR dello studio “Waste to Energy”, uno studio utile per comprendere meglio i rischi sociali ed ambientali dei finanziamenti nel settore dei rifiuti destinati a produrre energia; il secondo ha visto la presentazione da parte di Mediocredito dalla nuova policy interna dedicata all’Efficienza Energetica sopra citata. Infine a novembre si è tenuto un tavolo dedicato all’apporto dei finanziamenti “verdi” di Intesa Sanpaolo allo sviluppo del Paese sulla base dell’analisi fatta da ABI, Associazione Bancaria Italiana, e all’approccio del Gruppo al tema della Circular Economy.

La circular economy

La Circular Economy slega lo sviluppo economico dal consumo delle risorse naturali esauribili attraverso l’efficientamento dell’uso dello stock attuale di materie prime e prodotti e favorisce la ricostituzione del capitale naturale. L’obiettivo è quello di evitare la distruzione di valore insita nel modello attuale, costruito secondo la sequenza lineare di approvvigionamento-produzione-vendita-consumo-rifiuto e di contribuire in maniera immediata e concreta alla lotta al climate change.

Il tre princìpi cardine della Circular Economy sono:

  • ottimizzazione del rendimento delle risorse produttive attraverso il re-design dei prodotti e dei servizi immessi sul mercato affinché le componenti siano riutilizzabili (potenzialmente all’infinito) al termine del ciclo di utilizzo;
  • conservazione e ricapitalizzazione del capitale naturale grazie all’utilizzo esclusivo di energie rinnovabili;
  • minimizzazione delle esternalità negative con l’ambizione di arrivare gradualmente, grazie a meccanismi di recupero, riutilizzo e riciclo, a scenari produttivi in grado di generare zero-waste

Intesa Sanpaolo collabora con la Ellen MacArthur Foundation, l’Istituzione di riferimento a livello internazionale in ambito Circular Economy. A giugno ha siglato la membership con Ellen MacArthur Foundation per entrare nella piattaforma di condivisione per l’accelerazione della Circular Economy e a dicembre è diventato partner finanziario globale della Fondazione. Nel suo ruolo di partner globale, Intesa Sanpaolo intende contribuire a ridefinire le strategie d’impresa e i modelli di business delle aziende clienti, per farle evolvere in chiave innovativa e sostenibile ed assicurare il supporto finanziario per gli investimenti a sostegno del re-design del sistema industriale.

Studi e ricerche sulla green economy

Intesa Sanpaolo è sempre impegnata nello sviluppo di progetti di studio e di ricerca in campo ambientale.
Nel 2015 la banca ha contribuito al progetto Start City, lo studio analitico sulle Città Metropolitane italiane promosso dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) e realizzato da The European House-Ambrosetti.
Lo studio analizza i driver e le vocazioni per uno sviluppo sostenibile delle città metropolitane italiane e sostiene l’importanza di una sempre più diffusa applicazione delle logiche e dei principi della Circular Economy nel quadro delle politiche a sostegno della crescita.
Nel dicembre 2015 la Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Assobiotec, associazione delle imprese del settore biotecnologico, ha presentato a Torino il Secondo Rapporto sulla Bieconomia in Europa. Lo studio descrive una realtà importante per l’economia italiana: le stime presentate evidenziano come la bioeconomia già oggi valga più di 244 miliardi di euro di produzione, pari al 7,9% del totale nazionale, e occupi circa 1,5 milioni di lavoratori.
E’ inoltre elevato il potenziale di crescita nei prossimi anni, grazie anche alla presenza di un nucleo di soggetti nella filiera a valle del settore biochimico. Lo sviluppo di un’economia che cresca rispettando l’ambiente e riducendo la dipendenza da risorse non rinnovabili deve essere una priorità anche per il nostro paese, anche perché attiva più innovazione.
Per raggiungere questo obiettivo diventerà sempre più cruciale la produzione di biomassa, che negli ultimi anni ha registrato invece in Italia una contrazione sia in termini assoluti che pro-capite. Sarà importante innalzare la produttività, ma anche un recupero delle superfici utilizzate e, soprattutto, un migliore sfruttamento dei residui delle lavorazioni già esistenti, in una logica di filiera e di crescente circolarità dei sistemi produttivi.