Utilizzo delle fonti rinnovabili

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, impegnato a ridurre progressivamente la sua dipendenza dalle fonti fossili, ha da tempo consolidato in Italia l’acquisto di energia elettrica con provenienza certificata da fonte rinnovabile (Garanzia di Origine) in tutti i siti che lo consentono con una percentuale che supera ormai il 95%. Inoltre, seppure con le limitazioni dovute a vincoli architettonici e alla contenuta disponibilità di immobili adeguati, ha proseguito nel 2015 l’ampliamento del parco di autoproduzione di energia elettrica da fotovoltaico con la realizzazione di due impianti fotovoltaici a Cagliari, Caserta e, nel mese di settembre, l’allacciamento dell’impianto del Nuovo Centro Direzionale di Torino. Risultano quindi essere attualmente in funzione quattro impianti di grandi dimensioni (> 100 kWp) e dieci di piccole dimensioni (≤20 kW) . La potenza di picco totale installata ha raggiunto 1.105 kWp circa con una produzione attesa annua a regime di 1.041 MWh. Nel 2015, tenendo conto del parziale funzionamento dei nuovi impianti, la produzione attesa annua è stata di 925 MWh mentre la produzione è stata di 997 MWh (+7,7% vs stima). Grazie all’incentivo statale erogato dal “conto energia”, per i nostri tre maggiori impianti fotovoltaici abbiamo avuto un ritorno economico dal 2012 ad oggi di oltre un milione di euro.

Con riferimento all’autoproduzione di energia elettrica si segnala anche un piccolo impianto di cogenerazione presso il centro contabile di Parma (copre circa il 37% del fabbisogno di energia elettrica del complesso di Parma ed il 3% del fabbisogno complessivo del Gruppo ISP in Italia), oltre all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili attraverso pompe di calore utilizzate per riscaldamento che, in linea con il Dlgs 28/11 recepente la Direttiva 2009/28/CE, corrispondono a ulteriori 2.100 tonnellate di emissioni di CO2 evitate all’anno. Secondo questa normativa infatti, il calore (energia termica), prodotto da una pompa di calore che eccede la quantità di energia necessaria al suo funzionamento, è considerato fonte rinnovabile.

Anche nelle Banche Estere prosegue l’impegno a favore delle energie rinnovabili, nonostante le limitazioni imposte in alcuni Paesi dalla legislazione nazionale: il 15% dell'energia elettrica acquistata da VUB proviene da fonte rinnovabile; dal 2014 Banka Koper ha provveduto all’acquisto di tutta l’energia da fonte rinnovabile di tipo idroelettrico, che si aggiunge ai due impianti fotovoltaici presenti in Slovenia che hanno prodotto circa 53,5 MWh. Infine tutta l'energia elettrica consumata da Bank of Albania, anche se proveniente da rete elettrica nazionale, è di tipo rinnovabile.

Impianti fotovoltaici Gruppo Intesa Sanpaolo
Produzione (kWh) e Emissioni Evitate (kg CO2eq) 2015

Contenimento dei consumi energetici

Anche nel 2015 sono proseguite le azioni rivolte al contenimento dei consumi energetici del Gruppo Intesa Sanpaolo. Va ricordato che in Italia i consumi elettrici, tipologia energetica predominante negli utilizzi del Gruppo in Italia, causa l’alto livello di informatizzazione e il diffuso utilizzo di pompe di calore, risultano coprire oltre l’80% dei consumi del Gruppo. I consumi del 2015 presentano in Italia un lieve aumento (+0,9%) se comparati con il 2014, ma a livello di Gruppo invece gli stessi continuano il trend di riduzione per un totale di -0,3% grazie alle azioni portate avanti dalle Controllate Estere che solo ultimamente hanno avviato azioni di contenimento dei consumi elettrici.

L’impegno del Gruppo Intesa Sanpaolo in tal senso va analizzato però in un ottica di lungo periodo avendo effettuato in Italia azioni di ottimizzazione ed efficienza energetica ormai da tempo. Se analizziamo quindi il periodo 2010-2015 i consumi elettrici in Italia sono diminuiti di circa il 26%, e del 24% analizzando i dati di Gruppo: un importantissimo traguardo che pone il Gruppo Intesa Sanpaolo tra le prime aziende in Italia e che viene oggi spesso utilizzato come benchmark di settore.

Tali risparmi sono stati possibili anche grazie alla redazione dei vari piani pluriennali il cui ultimo, "Piano di Azione per la Sostenibilità Ambientale 2013-2016" ha previsto, partendo da una baseline 2012, obiettivi di riduzione dei consumi ed azioni migliorative al 31/12/2016 ormai quasi tutti raggiunti.

In generale le azioni avviate nel 2015, sia in Italia che all’estero, si sono concentrate sulla sostituzione delle caldaie con impianti a condensazione, pompe di calore e gruppi frigoriferi ad alte rese e ammodernamento degli impianti elettrici, sulla sostituzione di piantane da terra, faretti e lampade dei vari locali con le nuove tecnologie a led, sullo spegnimento da remoto dei PC e sulla sostituzione di impianti contenti gas lesivi per l’ozono.

Qui di seguito alcune iniziative, incluse nel SEAP, avviate per migliorare l’efficienza energetica complessiva:
 

ProgettoDescrizioneStima dei saving annuali
Misurazione dei consumi elettrici
Investimento: 182.000 €
Nel 2015 sono stati installati circa 91 sistemi di rilevazione dei consumi energetici (datalogger) gestiti via web che consentono l’attivazione di programmi di accensione e spegnimento degli impianti di illuminazione e climatizzazione. Energy Saving: 160.000 kWh  
Cost Saving: 32.000 €
Riduzione CO2: 56 t
Installazione di impianti fotovoltaici
Investimento: 210.551 €
Nel 2015 sono stati installati due nuovi impianti fotovoltaici a Cagliari e Caserta. Energy Saving: 46.000 kWh  
Cost Saving: 10.120 € al netto incentivo statale  
Riduzione CO2: 15,7 t
Interventi di relamping sui Palazzi
Investimento: 3.574.000 €
Relamping con sostituzione dei corpi illuminanti esausti con LED su 3 palazzi (Mi Bisceglie, Assago, Mi Monte di Pietà). Energy Saving: 1.700.000 kWh  
Cost Saving: 368.874 €  
Riduzione CO2: 573 t
Interventi di sostituzione di impianti contenenti gas nocivi per l’ambiente
Investimento: 6.797.296 €
Nel corso del 2015 sono stati sostituiti, in accordo con le richieste normative, 235 impianti contenenti R22 con gruppi frigo contenenti gas R410A anche a maggiore efficienza energetica. Energy Saving: 298.000 kWh
Cost Saving: 65.560 €
Riduzione CO2: 102 t
Sostituzione LED (Alexbank)
Investimento: 44.653 €
Grazie ad un accordo con il Ministero dell’Elettricità egiziano e con le Nazioni Unite è in corso la sostituzione di tutta l’illuminazione con nuove tecnologie a LED della sede centrale di Alexbank e di 7 Filiali Energy Saving: 57.552 kWh
Cost Saving: 24.307 €
Riduzione CO2: 25 t
Sostituzione di UPS nella sede di Petrezselyem in Ungheria (CIB Bank)
Investimento: 2.433 €
Nella sede centrale di CIB Bank situato a Petrezselyem sostituzione di tutti gli UPS con notevoli risparmi energetici Energy Saving: 53.728 kWh
Cost Saving: 7.453 €  
Riduzione CO2: 15 t
Sostituzione impianti di condizionamento (Privredna Banka Zagreb)  
Investimento: 29.856 €
Sono stati installati sistemi efficienti di condizionamento nelle Filiali di Slavonski Brod e di Porec. Energy Saving: 12.400 kWh
Cost Saving: 1.200 €  
Riduzione CO2: 9 t

Sul fronte dei consumi termici, invece, nonostante la non precisione del dato basato sulle bollette e non sul consumo effettivo per la maggior parte degli uffici e delle sedi centrali, si riscontra in Italia una riduzione dei consumi di circa il 4%. Va segnalato però che a partire dalla stagione invernale 2010/2011 il Gruppo in Italia ha sperimentato in alcuni palazzi e nelle filiali nel perimetro SGAE l’applicazione della procedura di Check-up Termico degli Edifici (CTE): una soluzione Web per monitorare e limitare i consumi degli impianti di riscaldamento con l’utilizzo di letture reali da contatore. Tale applicazione permette di verificare l’idoneità della potenza termica installata e la corretta gestione dell’impianto di riscaldamento in relazione al livello di isolamento termico dell’immobile. Grazie all’utilizzo della stessa si sono potuti verificare significativi risparmi: confrontando i risparmi della stagione 2010/2011 con la stagione 2014/2015, nei siti in cui la CTE è stata applicata è stato realizzato un risparmio complessivo di energia termica pari a circa il 20% corrispondente a circa 400.000 euro.

Inoltre, coerentemente con quanto previsto dalla policy interna sulle filiali sostenibili, sono stati allestiti siti ristrutturati o di nuova realizzazione secondo criteri per il miglioramento dell’efficienza energetica e gestionale. Grazie alle azioni poste in essere in questi ultimi anni, legate soprattutto alla sostituzione delle caldaie con impianti a condensazione, pompe di calore e gruppi frigoriferi ad alte rese, nonché alla sostituzione degli infissi con vetri basso emissivi, il Gruppo ha potuto usufruire di detrazioni fiscali avendo un ritorno economico dal 2009 al 2015 di circa 22 milioni di euro.

L’esempio più rappresentativo dell’impegno del Gruppo nel costruire edifici sostenibili è sicuramente il Nuovo Centro Direzionale di Torino.

Il Nuovo Centro Direzionale di Torino: un impegno concreto di sostenibilità  

La realizzazione più ambiziosa degli ultimi anni è la costruzione del Nuovo Centro Direzionale di Intesa Sanpaolo. Progettato dall’architetto Renzo Piano, il grattacielo è alto 166 metri e si sviluppa su 38 piani fuori terra, 27 dei quali destinati ad uffici operativi della Banca. Il progetto contempla un’attenzione particolare al contenimento dei consumi energetici complessivi e ha reso il grattacielo uno degli edifici di grande altezza con i più elevati standard di sostenibilità al mondo, come testimonia l’ottenimento della certificazione secondo il protocollo internazionale LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) livello Platinum. Le facciate est e ovest sono caratterizzate da due pareti vetrate distanziate da circa 2,5 metri dotate di lamelle gestite in apertura e in chiusura da un sistema centralizzato programmabile in funzione delle differenti condizioni climatiche. Anche il sistema di illuminazione è stato progettato in funzione del risparmio energetico. Il sistema che produce i fluidi di climatizzazione utilizza esclusivamente energia elettrica proveniente da acqua di falda prelevata da pozzi dislocati ai margini del parco adiacente l’edificio. Infine sulla facciata sud dell’edificio è installato un impianto fotovoltaico di oltre 1.600 mq. Anche nella realizzazione degli spazi lavorativi, occupati nel corso del 2015, si è tenuto conto del comfort e dell’efficienza: la climatizzazione avviene con sistemi di tipo radiante a isola sospesi al soffitto e il layout è caratterizzato dalla ricerca della massima flessibilità.  

Da non dimenticare che Intesa Sanpaolo si è dotata di un Sistema di Gestione Ambientale e dell’Energia, che a fine 2015 conta circa 210 unità operative dislocate in Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Puglia e Sardegna, ma è in progressiva estensione ed è volto al miglioramento continuo. Le due norme (UNI EN ISO 14001:2004 e UNI CEI EN ISO 50001:2011) specificano i requisiti che consentono ad un’Organizzazione di sviluppare, mantenere e attuare idonee procedure con l’obiettivo di gestire rispettivamente gli aspetti ambientali significativi e gli usi energetici della propria attività. Nella medesime unità operative dal 2013 la Banca ha deciso di quantificare e rendicontare annualmente anche le proprie emissioni di gas ad effetto serra (GHG), certificandole ai sensi della norma UNI EN ISO 14064:2012. Allo scopo è stata individuata una metodologia che prende in esame le emissioni derivanti da: produzione e consumo di energia termica, consumo di energia elettrica, impianti di condizionamento, consumo di carta e flotta aziendale; al riguardo si segnala che nel 2015 si sono registrate trascurabili emissioni di sostanze ozono lesive (ODS). I Sistemi sono certificati da parte di un ente terzo internazionale che assicura in modo imparziale l’applicazione dei requisiti richiesti dalle norme e valuta l’efficacia delle procedure e delle prassi adottate attraverso una verifica annuale che prevede audit presso le sedi centrali e in un campione rappresentativo di unità operative.

Anche le Banche Estere del Gruppo hanno avviato importanti azioni di efficienza energetica nelle filiali e nelle principali sedi e alcune hanno aderito al SEAP, ponendosi importanti obiettivi energetici. In generale le azioni avviate hanno riguardato la sostituzione dei gruppi frigoriferi, l’introduzione delle lampade a LED o ad alta efficienza nelle Filiali e nelle insegne, l’introduzione dello spegnimento automatico notturno dei computer, l’introduzione di sistemi di regolazione automatica e accensione/spegnimento delle luci, nuovi metodi di stampa con riduzione dell’uso di energia elettrica, installazione di valvole termostatiche e iniziative di riduzione della temperatura laddove eccessiva.

Diagnosi energetiche

Il Dlgs 102/2014, in attuazione della Direttiva 2012/27, ha previsto che, entro il 5 dicembre 2015 e successivamente ogni 4 anni, le grandi imprese, tra cui il Gruppo Intesa Sanpaolo, eseguano una diagnosi energetica nei siti produttivi localizzati sul territorio nazionale. Le imprese multisito hanno dovuto effettuare la diagnosi su un numero di siti proporzionati e sufficientemente rappresentativi per consentire di tracciare un quadro fedele della prestazione energetica globale dell’impresa e di individuare in modo affidabile le opportunità di miglioramento più significative. In Italia sono stati così individuati 32 siti in cui sono state effettuate le diagnosi energetiche: 15 Filiali e 17  Palazzi e CED distribuiti su tutto il territorio nazionale. Le prime analisi evidenziano su un numero contenuto di filiali  la possibilità di avere un saving a fronte di  semplici interventi gestionali, quali ad esempio cambio degli orari di raffrescamento o riscaldamento e migliore regolazione delle temperature di set point invernali o estive. Sui palazzi sono stati evidenziate dei possibili miglioramenti a fronte di investimenti a breve e  medio  periodo riguardante l’ammodernamento degli UPS, caldaie, unità trattamento aria e dei corpi illuminanti (sostituzione con luci a Led) . La maggior parte degli interventi proposti invece presentano tempi di ritorno troppo lunghi (oltre 10 anni) per poter essere concretamente presi in considerazione.