Carta

L’approvvigionamento di carta ecologica, come richiesto anche dalla Policy in materia di sostenibilità per gli acquisti e l’utilizzo di carta, ha raggiunto in Italia ormai un’alta percentuale (circa il 94%) del totale acquistato con un aumento di 2 punti percentuali rispetto allo scorso anno. La preferenza viene data a prodotti con un alto contenuto di fibre riciclate post-consumo, a cui segue una consistente parte di carta di origine certificata a discapito della carta di tipo tradizionale: nel 2015 quest’ultima ha avuto una diminuzione del 9% a livello complessivo di Gruppo a dimostrazione che anche le Banche Estere stanno aumentando la loro sensibilità in tal senso.

Oltre a questo impegno nell’uso sempre maggiore di una carta a bassissimo impatto ambientale, da anni Intesa Sanpaolo ha avviato un programma volto a ridurre quanto più possibile il consumo di carta, e le conseguenti emissioni di CO2, a favore di azioni di dematerializzazione e di rendicontazione elettronica che hanno portato nel 2015 ad una riduzione, in Italia, di acquisto della carta di quasi il 3%.

Nel 2015 il progetto “Zero Carta” nelle nostre iniziative di formazione ha permesso un saving di oltre 28 tonnellate di carta corrispondenti a circa 53 tonnellate di CO2. Altre iniziative interne legate alla riduzione di tabulati ad uso interno hanno permesso un ulteriore saving annuale di 477 tonnellate CO2.

Sul fronte della clientela ormai da anni si attua la dematerializzazione di diverse fasi di stampa (RI.BA, Contabili bonifici, Quietanze finanziamenti domiciliati) a cui si aggiungono il Servizio di Rendicontazione on-line e le postazione Internet attraverso le quali la clientela può consultare i Fogli Informativi sulla Trasparenza Bancaria, sollevando i colleghi dall’obbligo di produrli in formato cartaceo. Tutte queste azioni hanno consentito di evitare l’utilizzo di 1.260 tonnellate di carta, corrispondenti a minori emissioni di CO2 per oltre 2.490 tonnellate. La raccolta della firma digitale a fronte delle principali operazioni effettuabili allo sportello è ormai diventata una consuetudine apprezzata dalla clientela della banca: le stampe evitate hanno consentito di risparmiare 247 tonnellate di carta (corrispondenti a circa 250 tonnellate di CO2 non emesse in atmosfera considerando l’uso di carta riciclata).

Nel 2015 è iniziato il percorso - che si concluderà nel 2016 - di dematerializzazione di tutti i contratti in filiale. Partita la sperimentazione a maggio 2015, con un primo saving di 57 tonnellate di CO2, prevede la possibilità, per il cliente, di non stampare più i contratti che sottoscrive in Filiale ma di riceverli direttamente sul suo PC a casa. Le modalità di firma ammesse sono la firma elettronica avanzata, che consente di firmare sul tablet e offre un’esperienza simile alla firma cartacea e la firma digitale (O-Key Più) che si appone utilizzando il PIN di firma digitale e il codice O-Key. Il processo di dematerializzazione è stato sviluppato anche nell’interesse dei clienti perché le firme elettroniche garantiscono una maggior sicurezza, semplicità nella archiviazione e gestione della documentazione e una maggiore tutela dell’ambiente, grazie al contenimento delle emissioni di CO2.

Relativamente alle Banche Estere è in generale aumentato il consumo di carta, dovuto a una miglior rendicontazione della stessa, ma anche l’utilizzo di carta certificata, in particolare FSC (+17%). Da segnalare le ottime performance di Intesa Sanpaolo Bank Albania, Privredna Banka Zagreb, Banca Koper e Banca Intesa (Russia) che non acquistano più carta di tipo tradizionale aiutando in questo modo la salvaguardia dell’ambiente. Buoni risultati in CIB Bank, VÚB Banka e Intesa Sanpaolo Bank Romania dove è aumentato l’uso di carta riciclata.

Molte risultano essere anche le iniziative volte alla riduzione dell’uso di carta, come ad esempio la progressiva adozione della modalità di stampa in fronte retro. Proseguono nel 2015 alcune iniziative interessanti: il progetto della russa Banca Intesa che ha utilizzato la formazione a distanza, senza la stampa di carta, per circa 80 dipendenti; il progetto di Banca Intesa Beograd che ha portato alla sottoscrizione elettronica di tutti i documenti adottati da parte del Comitato esecutivo e del Consiglio di Amministrazione; il “New Core Banking System - Flexcube Upgrade” in Intesa Sanpaolo Bank Albania, che, grazie all’utilizzo di tablet per la sottoscrizione della modulistica nelle filiali per prelevamenti e versamenti, ha consentito un risparmio di circa 1 tonnellata di carta. Tra le iniziative per promuovere le filiali paperless, il Progetto Danube, attualmente attivo in Privredna Banka Zagreb, prevede l’utilizzo delle firma biometrica con l’eliminazione del supporto cartaceo. A fine 2015 sono stati installati circa 1.170 dispositivi, ha aderito il 68% della clientela che ha fatto un operazione in una Filiale del gruppo PBZ e sono stati risparmiati circa 92.000 euro.

Relativamente agli altri acquisti green vanno inoltre segnalati gli acquisti di materiale economale in Italia, in particolare: penne riciclate al 92%, matite riciclate al 57% e certificate NF environment, porta monete in PVC riciclato al 100%, cartelle sospese in cartone riciclato e certificazione blue angels, block notes in carta riciclata e raccoglitori a tre bottoni in cartone riciclato 100%. Sul fronte delle Banche Estere segnaliamo l’uso di prodotti di pulizia ecosostenibili in PBZ e l’uso di taxi ecologici in Bank of Albania.

Acqua

Nel Gruppo Intesa Sanpaolo l’utilizzo della risorsa idrica è prevalentemente legato agli usi igienici sebbene, in limitati casi, venga anche utilizzata a fini “tecnologici” nella produzione del freddo per la climatizzazione.

Nel 2015 i quantitativi di acqua consumata dal Gruppo sono aumentati rispetto al 2014 attestandosi intorno a 26 mc per addetto. Va però segnalato che tale rendicontazione risulta essere correlata al pagamento delle fatture e non all’effettivo utilizzo dell’acqua nel periodo.

Al fine di verificare l’affidabilità di tale dato, a partire dal 2012 è stato avviato un progetto di monitoraggio dei consumi idrici per uso igienico sanitario in un campione di Filiali appartenenti al perimetro SGAE dotate di fornitura autonoma. Il monitoraggio ha evidenziato un’estrema variabilità dei dati di consumo in funzione delle differenti tipologie, modelli organizzativi e localizzazione delle Filiali ed è stato di difficile attuazione per vari motivi, tra cui l’ubicazione dei contatori dell’acqua. Pur con tutte le difficoltà del caso e l’affidabilità del dato stesso, i risultati del progetto hanno permesso di stabilire che la quota parte dei consumi associata all’utilizzo igienico sanitario è pari a circa il 50% dei consumi per addetto.

Rifiuti

Nel 2015 i quantitativi di rifiuti prodotti dal Gruppo Intesa Sanpaolo sono aumentati del 8,9% rispetto al 2014. Il dato va però analizzato in modo disgiunto: infatti a fronte di un notevole incremento di rifiuti derivanti dallo smaltimento di macchine d’ufficio dovuto sia al normale processo di innovazione tecnologica che al passaggio a pc portatili, in particolare del personale migrato nel Nuovo Centro Direzionale, si contrappone una forte diminuzione delle altre tipologie di rifiuti.

Nel 2015 i quantitativi di toner e nastri inchiostrati esausti ritirati presso le sedi del Gruppo Intesa Sanpaolo in Italia sono stati pari a circa 150 tonnellate, di queste circa il 95% sono state ritirati da una società esterna per essere avviati a rigenerazione mentre il restante 5% è stato smaltito attraverso il formulario dei rifiuti e destinati al recupero.

All’estero invece i quantitativi di toner e nastri inchiostrati esausti sono diminuiti di oltre il 50% in ragione di alcune iniziative di dematerializzazione (utilizzo tablet in filiale) e di outsourcing del servizio di stampa avviate da alcune banche del Gruppo. In generale all’estero i quantitativi di rifiuti sono stati costanti rispetto al 2014. Importante però sottolineare che molte Banche Estere, anche laddove la legislazione non lo richieda obbligatoriamente, hanno avviato la raccolta differenziata di carta, plastica e vetro ed hanno iniziato a riciclare la carta inviandola a centri di smaltimento specifico (Intesa Sanpaolo Bank Albania). Inoltre Banca Intesa (Russia) ha installato dei box per la raccolta delle pile usate.

Nel 2015 è stato aggiornato lo studio relativo al calcolo della Carbon Footprint dei rifiuti prodotti dalle sedi del Gruppo sia in Italia che all’estero attraverso un attenta analisi delle frazioni di destinazione del rifiuto. Il calcolo, espresso in Kg CO2 equivalente, prende in considerazione il trasporto dei rifiuti dal luogo di produzione al destinatario e il relativo fine vita (recupero, messa in discarica, termovalorizzazione, ecc.). L’analisi risulta quindi essere più realistica per il Gruppo rispetto a quella effettuata nel 2014 classificando quindi tali emissioni come Scope 3 in accordo al GHG Protocol “Corporate Value Chain (Scope 3) Accounting and Reporting Standard (WBCSD - WRI 2011).

Peso totale dei rifiuti per metodo di smaltimento