Per quanto riguarda le erogazioni liberali a valere sul Fondo di beneficenza di Intesa Sanpaolo, il Piano approvato annualmente dal Consiglio di Sorveglianza del Gruppo definisce, sia a livello qualitativo sia quantitativo, le aree di intervento e le priorità delle elargizioni liberali, siano esse di tipo non continuativo o rientranti nella fattispecie di investimenti nella comunità. In particolare, il Piano per il 2015 ha ribadito la focalizzazione strategica verso progetti nazionali e locali con un riflesso sociale significativo a favore dei soggetti più fragili, più aspramente colpiti dalla crisi economica, con l’obiettivo di destinarvi oltre l’80% delle erogazioni nazionali. Nel 2015 tale obiettivo è stato ampiamente superato e, al netto dell’intervento internazionale a favore dei paesi poveri, le erogazioni centrali nazionali sono andate per oltre l’84% a sostegno di categorie vulnerabili e deboli (sostanzialmente in linea con quanto conseguito nel 2014, ed in crescita dal 77% registrato nel 2012) e hanno visto diversi tipi di intervento: progetti di aiuto ai disabili, di solidarietà, di inclusione sociale, di contrasto della povertà, di formazione e lavoro a soggetti disagiati e per iniziative sanitarie nel campo della ricerca e dell’assistenza ai malati.

Anche a livello di liberalità territoriali, le medesime quote hanno superato gli obiettivi fissati (più del 60%), con una incidenza sul totale pari a oltre il 65%.

L’impegno verso la comunità è volto così a contribuire alla riduzione delle disuguaglianze sociali ed economiche che sono sempre più diffuse nelle comunità in cui il Gruppo opera per effetto della crisi economica e finanziaria. L’obiettivo è quello di rafforzare un modello di coesione sociale che è altresì funzionale al risultato di lungo termine del Gruppo stesso.

Inoltre, ampio spazio viene dato alle liberalità cosiddette territoriali, gestite in modo autonomo e decentrato dalle Direzioni regionali della Divisione Banca dei Territori, che consentono alle filiali di Intesa Sanpaolo e alle Banche che non dispongono di un proprio fondo di beneficenza (o con un fondo non dotato di risorse sufficienti) di integrare il tradizionale ruolo di “banca del territorio” con un significativo impegno filantropico, sociale e culturale.

Tra le diverse iniziative si segnala un progetto sperimentale sull’area milanese (con possibile estensione su altri territori), per il contrasto della fragilità sociale, che si caratterizza per la possibilità di convogliare risorse per aumentare il numero dei pasti a beneficio delle persone indigenti e, nel medio termine, di attivare sistemi di reintegro nel mondo del lavoro di soggetti emarginati. L’iniziativa ha coinvolto numerose associazioni non profit dedite alla carità e al supporto dei bisognosi sul territorio di Milano con l’obiettivo di consentire, in un’ottica di obiettivo di medio periodo, la generazione di 100.000 nuovi pasti all’anno per le persone povere grazie al contributo offerto dal Gruppo, dai dipendenti e dai cittadini e imprenditori che aderiranno a tale impegno di responsabilità sociale.

A ciò si è affiancato inoltre l’impegno verso sei Associazioni particolarmente attive nell’area metropolitana milanese nell’affrontare il problema dell’emergenza alimentare dei più poveri, selezionate con il contributo della Fondazione per l'Innovazione del Terzo Settore – FITS al fine di creare valore sociale e assicurare il più efficace impatto per il benessere della collettività.