Il Gruppo Intesa Sanpaolo rispetta la normativa fiscale in quanto dovere di cittadinanza e nella convinzione che questo sia un contributo fondamentale verso la comunità in cui opera. L’impatto positivo di Intesa Sanpaolo in questo senso è ribadito dalla previsione resa pubblica con il Piano d’Impresa di un contributo complessivo dal 2014 al 2017 di circa 10 miliardi, importo paragonabile a una legge di stabilità.

Nel corso del 2015 Il Gruppo, oltre a imposte indirette per circa 919 milioni, ha rilevato imposte dirette di competenza dell’esercizio per 1.594 milioni, per la massima parte in Italia, dove sono stati realizzati la maggior parte dei proventi operativi netti, come risulta dalla tabella che segue.

Imposte dirette nel 2015ItaliaEuropaResto del mondo
Contributo fiscale 1.245 300 49
Proventi operativi netti 13.311 2.909 929
 

Intesa Sanpaolo ha implementato apposite regole interne volte a rafforzare l’impegno per il contrasto alle attività nei paradisi fiscali, prevedendo l'introduzione di presidi specifici in fase di ingresso del Gruppo in nuovi mercati, prevedendo la valutazione del rischio fiscale connesso all’operatività in giurisdizioni poco trasparenti e/o attraverso strutture societarie particolarmente complesse e carenti in termini di trasparenza negli assetti proprietari. Sono state definite nuove regole di gestione e monitoraggio dei rischi fiscali connessi alle operazioni della clientela radicata in Italia. E’ stato creato l’ufficio Controlli Fiscali preposto anche al monitoraggio e all’assurance dei processi fiscali.