La Banca si è dotata, nel tempo, di rigorose procedure interne per la prevenzione del rischio di commissione di reati di corruzione e di concussione. Oltre a quanto specificamente previsto dal Codice Etico, dal Codice di Comportamento Interno di Gruppo e dal Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del Decreto 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti, esiste un articolato corpo normativo interno - che tutto il personale è tenuto conoscere e rispettare – il quale regola nel dettaglio i processi aziendali potenzialmente strumentali alla commissione di tale tipologia di reati. Le funzioni di Compliance, di Audit e di controllo interno assicurano la costante coerenza fra i principi di controllo e di comportamento enunciati dal Modello 231 in tema di corruzione e la normativa interna tempo per tempo in vigore, garantendo inoltre l’osservanza della stessa.

L’attenzione richiesta alla prevenzione dei rischi legati alla corruzione è molto elevata in tutte le società del Gruppo, sia quelle italiane  sia presso le Banche Estere, in particolare quelle che operano in Paesi in cui vigono specifiche leggi di Stato “anti corruzione”. Nei Paesi che non prevedono tali norme le Società controllate sono comunque tenute a recepire i principi guida della Capogruppo e a effettuare attività di controllo sugli ambiti a maggiore rischio. A completamento e ulteriore rafforzamento dei presidi in materia di prevenzione della corruzione già in essere nell’ambito del Modello 231/2001 e dei presidi antiriciclaggio, nel 2016 è stato avviato uno specifico “Progetto Anticorruzione”.

A fine 2015 è stato emanato un documento normativo che rende operativo un “sistema di segnalazione da parte del Personale di atti o fatti che possano costituire violazioni delle norme disciplinanti l’attività bancaria (c.d. wisthleblowing)”. La Direzione Internal Auditing è il soggetto individuato come incaricato di valutare e gestire le segnalazioni.

Nel secondo semestre 2015, a testimonianza della costante attenzione del Gruppo alle attività di prevenzione e formazione in materia, è stato messo a disposizione dei dipendenti un corso e-learning focalizzato sulla cultura del rischio e dei controlli.

Infine, nel corso del 2015 è stato adeguato il Modello 231/2001 a seguito dell’introduzione nell’ordinamento giuridico italiano del nuovo reato di "autoriciclaggio" che è stato incluso nel perimetro dei reati "presupposto" la cui commissione da parte di un dipendente comporta la responsabilità amministrativa anche per la società di appartenenza.