Quanto al contenzioso legale, al 31 dicembre risultavano pendenti complessivamente 18.000 vertenze per un ammontare complessivo di 7.916 milioni.

La Capogruppo e le banche rete presentano contenziosi per un ammontare complessivo di 6.319 milioni. Più in dettaglio, si tratta di vertenze per:

  • revocatorie fallimentari (382 milioni);
  • risarcitorie in ambito concorsuale (544 milioni);
  • servizi di investimento (291 milioni);
  • interessi ultralegali e altre condizioni (820 milioni);
  • contestazioni su prodotti bancari (227 milioni);
  • contestazioni su posizioni creditizie (1.361 milioni);
  • procedure penali e irregolarità operative (113 milioni);
  • posizioni creditizie cedute (548 milioni);
  • altre vertenze civili ed amministrative (2.033 milioni). Vi sono anche le cause di lavoro, per le quali spesso nel ricorso non è quantificata la somma richiesta a titolo di retribuzione/risarcimento danni.

Altre vertenze per un importo complessivo di 1.192 milioni sono relative alle altre partecipate italiane e a quelle estere per un importo di 405 milioni.

I temi a maggiore rilevanza sociale sono i seguenti:

  • anatocismo;
  • servizi di investimento;
  • class action di Altroconsumo

In relazione al rispetto delle normative ambientali, per danni causati all’ambiente a seguito dell’operatività della banca negli ultimi tre anni non sono state irrogate sanzioni superiori ai 3.000 euro. Anche per ciò che riguarda il rispetto della normativa in tema di salute e sicurezza non sono emerse segnalazioni o sanzioni significative.

Per dettagli sul contenzioso nel 2015 e la puntuale descrizione delle più rilevanti vertenze civilistiche e fiscali si rimanda al Bilancio Consolidato (pagg. 379-386) @ .