In un contesto economico che permane difficile, il Gruppo Intesa Sanpaolo nel 2015 ha conseguito risultati economici in significativa crescita. Il conto economico consolidato dell’esercizio 20151 si è chiuso con un risultato netto di 2.739 milioni, in forte aumento rispetto ai 1.251 milioni del 2014, non solo per la positiva dinamica dei proventi operativi netti, ma anche per il minor fabbisogno di rettifiche di valore su crediti. Più in dettaglio, nell’ambito dei proventi operativi netti, rilevante è stato l’apporto dei ricavi da commissioni, così come del risultato del trading e, in misura minore, di quello del comparto assicurativo. I positivi andamenti di queste componenti hanno permesso di assorbire la flessione rilevata nel margine di interesse e la marginale crescita degli oneri operativi, nonché i rilevanti oneri correlati ai nuovi sistemi di risoluzione delle crisi bancarie e di garanzia dei depositi ed al salvataggio di quattro banche italiane commissariate. In relazione alle dinamiche in precedenza descritte, il risultato della gestione operativa ha registrato una variazione positiva dell’1,4% rispetto al 2014, mentre la minore necessità di rettifiche e accantonamenti, soprattutto per rischio creditizio, ha consentito al risultato corrente al lordo delle imposte di registrare una crescita del 41% circa.

Quanto agli aggregati patrimoniali, gli impieghi con la clientela ammontano a 350 miliardi (+3,2% rispetto a fine 2014).

Dal lato della provvista, sono risultate in crescita sia la raccolta diretta bancaria, che ha raggiunto i 372 miliardi (+3,4% rispetto a fine 2014), che la raccolta diretta assicurativa (+12% circa, a circa 133 miliardi).

La raccolta indiretta al 31 dicembre 2015 ha raggiunto, nonostante l’andamento altalenante dei mercati finanziari, i 494 miliardi, con una crescita del 6% rispetto a fine 2014 quasi interamente da ascrivere al risparmio gestito (+26 miliardi circa, pari all’8,7%), grazie al flusso positivo di raccolta netta, con dinamiche favorevoli sia per le gestioni patrimoniali che per i fondi comuni.

La perdurante difficoltà del contesto macroeconomico e l’elevata volatilità dei mercati finanziari richiedono il costante presidio dei fattori che consentono di perseguire una redditività sostenibile: elevata liquidità, capacità di funding, basso leverage, adeguata patrimonializzazione, prudenti valutazioni delle attività.

La liquidità del Gruppo si mantiene su livelli elevati: al 31 dicembre 2015 entrambi gli indicatori regolamentari previsti da Basilea 3 (LCR e NSFR), e adottati anche come metriche interne di misurazione del rischio liquidità, si collocano ben al di sopra dei valori limite previsti a regime. A fine anno, l’importo delle riserve di liquidità stanziabili presso le diverse Banche Centrali ammonta a complessivi 117 miliardi (105 miliardi a dicembre 2014), di cui 78 miliardi (70 miliardi a fine dicembre 2014) disponibili a pronti (al netto dell’haircut) e non utilizzati. Il loan to deposit ratio a fine 2015, calcolato come rapporto tra crediti verso clientela e raccolta diretta bancaria, era pari al 94%.

Quanto al funding, la rete capillare di filiali rimane una fonte stabile e affidabile di provvista: il 70% della raccolta diretta bancaria proviene dall’attività retail (262 miliardi). Inoltre, nel corso dell’esercizio sono stati collocati sul mercato wholesale 6,5 miliardi di eurobond (di cui 2,25 miliardi di covered bond) e 1 miliardo di USD di Additional Tier 1. Nel 2015 si è poi fatto ricorso al programma condizionato di rifinanziamento a lungo termine (TLTRO) posto in essere dalla Banca Centrale Europea per un ammontare di 15 miliardi, che si aggiungono ai 12,6 miliardi circa del 2014.

Il leverage del Gruppo Intesa Sanpaolo (6,8% al 31 dicembre 2015) continua a mantenersi ai vertici nel settore e tra i migliori in Europa. Anche la patrimonializzazione rimane elevata: il coefficiente di solvibilità totale (Total capital ratio) si colloca al 16,6%; il rapporto fra il Capitale di Classe 1 (Tier 1) del Gruppo e il complesso delle attività ponderate (Tier 1 ratio) si attesta al 13,8%. Il rapporto fra il Capitale di Primario Classe 1 (CET1) e le attività di rischio ponderate (Common Equity Tier 1 ratio) risulta pari al 13,0%.

1 I dati e i commenti si riferiscono al conto economico consolidato riclassificato pubblicato nel Bilancio 2015 di Intesa Sanpaolo; le variazioni percentuali annue sono calcolate su dati 2014 riesposti, ove necessario, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. Gli importi sono espressi in milioni di euro. Per ulteriori dettagli o approfondimenti, si fa rinvio al Bilancio Consolidato 2015 di Intesa Sanpaolo.