In un’ottica di gestione responsabile, le banche sono chiamate da più parti a rispondere delle scelte che compiono nell’erogare finanziamenti in settori controversi come quelli degli armamenti, dell’energia nucleare, dell’estrazione di fonti fossili, ecc. In particolare si assiste sempre più sovente a campagne di pressione e iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e della clientela volte a indirizzare le scelte delle banche.

Intesa Sanpaolo è consapevole dell’importanza di allocare in maniera corretta e responsabile il credito erogato e dedica un’attenzione particolare all’approfondimento delle tematiche connesse ai settori considerati più sensibili.

Negli ultimi anni sono stati predisposti e diffusi internamente studi di approfondimento relativi al settore del carbone, del waste-to-energy e dell’acqua (quest’ultimo disponibile anche all’esterno).

Tra i settori sensibili che la Banca monitora costantemente, quello della produzione e del commercio di armamenti militari riveste un’importanza particolare.

Nel corso del 2015 è stata emanata una nuova policy sul settore.

In coerenza con i valori e i principi espressi nel Codice Etico e consapevole della necessità di sostenere la difesa nazionale ed europea, unitamente ai Paesi alleati nella Nato, il Gruppo Intesa Sanpaolo si impegna a non supportare operazioni (finanziamenti e transazioni) che riguardino la produzione e il commercio di armi e di sistemi d’arma, seppur consentite dalle leggi vigenti, in Paesi che non appartengano all’Unione Europea o alla Nato.

Ribadisce inoltre il divieto di porre in essere ogni tipo di attività bancaria connessa alla produzione e al commercio di armi controverse e/o bandite da trattati internazionali e in particolare: armi nucleari, biologiche e chimiche; bombe a grappolo e a frammentazione; armi contenenti uranio impoverito; mine antiuomo.

Ad eccezione di operazioni aventi come oggetto armi controverse e/o bandite da trattati internazionali di cui alla premessa, sono ammesse le transazioni e i finanziamenti relativi alla produzione, alle compravendite domestiche, all’import, export e transito di materiale di armamento prodotto, scambiato e utilizzato in via definitiva da forze armate e relativi enti preposti, nonché da forze di polizia locali: a) in e tra Paesi appartenenti all’Unione Europea e alla Nato; b) senza riguardo al Paese di produzione e/o provenienza del materiale di armamento, qualora l’utilizzatore finale sia un Ministero, un Ente Governativo italiano, Forze armate o di polizia italiane.

Eventuali operazioni esterne al perimetro di riferimento potranno essere autorizzate in via straordinaria dal Consigliere Delegato e CEO. La Banca fornirà annualmente una rendicontazione pubblica e completa sulle operazioni effettuate, nel Rapporto di Sostenibilità e nelle pagine Internet relative alla Sostenibilità”.

Nel 2015 il totale delle transazioni segnalate al Ministero dell’Economia e Finanze tra erogazioni di credito e pagamenti ammonta a 363.143.420 euro.