La valutazione e la gestione dei rischi sociali e ambientali riguardano anche i finanziamenti dedicati a grandi progetti industriali e infrastrutturali. E’ in questo ambito infatti che la Banca si trova a operare anche in Paesi dove spesso i diritti delle persone non sono garantiti o le comunità locali non possiedono gli strumenti adeguati per tutelare i propri diritti; dove l’utilizzo e il consumo delle risorse naturali richiedono una valutazione attenta e lungimirante.

Presidiare questi rischi significa anche garantire che l’operatività della Banca e la sua reputazione siano tutelate.

In Intesa Sanpaolo questo presidio si concretizza attraverso l’implementazione degli Equator Principles (EP o Principi), un insieme di linee guida internazionali volontarie che supportano le istituzioni finanziarie che li adottano nella gestione dei rischi derivanti dal finanziamento di tali progetti. Applicare i Principi in maniera strutturata e integrata nell’operatività di una banca consente inoltre di gestire i rischi emergenti in paesi vulnerabili dal punto di vista sociale e ambientale e in settori sensibili; ciò comporta indubbiamente un vantaggio competitivo, anche nel lungo periodo.

I Principi, basati sui criteri dell’International Finance Corporation della Banca Mondiale, i Performance Standard, riguardano la tutela delle risorse naturali, della salute e dei diritti umani e del lavoro, del patrimonio culturale e della biodiversità, la lotta al cambiamento climatico e fanno specifico riferimento anche al rispetto delle comunità locali e delle popolazioni indigene. Essi prevedono l’assegnazione di una categoria di rischio ai progetti da finanziare (A, B o C, dove C indica un basso livello di rischiosità) basata su variabili quali le caratteristiche socio-ambientali del Paese, il settore industriale di appartenenza e le caratteristiche proprie del progetto in esame.

I Membri dell’Associazione EP, anche sulla spinta della società civile e delle organizzazioni non governative che monitorano molto attentamente l’operato delle istituzioni finanziarie in tema di tutela ambientale e dei diritti umani, hanno deciso di espandere il campo di applicazione dei Principi oltre l’originario ambito della Finanza di Progetto. Di conseguenza, oggi i Principi coprono anche i finanziamenti alle imprese, qualora siano destinati allo sviluppo di un progetto infrastrutturale e con un importo totale pari o superiore a 100 milioni di dollari USA.

La versione dei Principi oggi in vigore (Equator Principles III), lanciata nel 2013 ed entrata in vigore per tutti i Membri dell’Associazione nel 2014, si basa sulla versione dei Performance Standard pubblicata nel 2012.

L’integrazione degli Equator Principles nel processo di concessione del credito

La “Guida Operativa per l’implementazione degli Equator Principles” oggi in vigore in Intesa Sanpaolo è stata emanata nel 2014, integrando e sostituendo quella pubblicata nel 2010, per poter rispondere ai nuovi requisiti introdotti dalla terza versione degli EP, che chiede ai membri dell’Associazione uno sforzo maggiore rispetto al passato.

La Guida si integra maggiormente, rispetto alla precedente, nelle politiche di credito del Gruppo; infatti, in virtù dell’ampliamento del campo di applicazione dei Principi, un richiamo alla nuova Guida è ora presente in tutte le altre procedure di concessione crediti al fine di intercettare, fin dall’insorgere della richiesta, tutti i finanziamenti che rientrano nel campo di applicazione degli Equator Principles.

Tale integrazione fa sì che il processo di valutazione adottato dalla funzione creditizia deliberi il finanziamento, oltre che sulla base di considerazioni finanziarie, anche su quelle sociali e ambientali. Inoltre è presente un organismo collegiale di business – Engagement Committee – che valuta la coerenza tra alcune operazioni, dette ‘Rilevanti’, e la strategia di business definita per la clientela della Divisione Corporate e Investment Banking. Il comitato, che non sostituisce il normale processo creditizio, si assicura in maniera preliminare che, oltre agli aspetti legali, di compliance e di risk management, per l’operazione in esame siano coperti anche quelli relativi alla valutazione del rischio reputazionale e degli Equator Principles.

Il processo di valutazione dei rischi sociali e ambientali

La “Guida Operativa per l’implementazione degli Equator Principles” è uno strumento che, attraverso un processo che integra i requisiti dei Principi, supporta la Banca nell’identificazione dei rischi ambientali e sociali legati alla capacità del cliente di gestirli e al settore di appartenenza del progetto, oltre che alle caratteristiche del progetto stesso.

La Guida prevede che i progetti a rischio più elevato, e se opportuno quelli a rischio medio, vengano valutati da parte di un consulente indipendente che ne identifichi i principali impatti sociali e ambientali. Gli esiti di questa valutazione indipendente (due diligence) forniscono suggerimenti e raccomandazioni in caso debba essere necessario integrare il lavoro svolto con studi approfonditi o azioni di mitigazione, affinché il progetto risponda ai requisiti degli standard internazionali.

Le evidenze emerse dalla due diligence vengono integrate negli adempimenti contrattuali e sono sottoposte a monitoraggio con una periodicità stabilita sulla base del grado di rischio evidenziato.

Il cliente è tenuto a presentare rapporti sistematici che dimostrino l’implementazione delle attività di mitigazione richieste dalla Banca che possono essere verificate anche con visite in loco. In caso di mancata osservanza degli accordi la Banca si riserva il diritto di esercitare misure appropriate da valutare caso per caso.

Parte del processo di valutazione prevede anche il coinvolgimento delle comunità locali per comprendere i possibili impatti sociali e identificare ulteriori misure di mitigazione. Infatti gli Equator Principles presuppongono una relazione continua con gli stakeholder, dalla fase di progettazione e lungo tutta l’operatività del progetto, attraverso attività di stakeholder engagement e un processo di gestione delle lamentele (grievance mechanisms) strutturati e culturalmente adeguati.

Nel 2015 l’importo accordato per i progetti che hanno seguito il processo di valutazione degli Equator Principles, delineato dalla Guida Operativa è di 1,7 mld di euro, pari a circa il 14,9% dell’importo accordato totale dei finanziamenti del perimetro di riferimento.

Al fine di garantire a tutte le strutture della Banca, in Italia e all’estero, l’accessibilità alla Guida e a tutta la documentazione di supporto, sono disponibili versioni in italiano e in inglese di tutti i documenti.  

Il percorso di formazione

L’entrata in vigore dei nuovi adempimenti degli Equator Principles III hanno reso necessaria la programmazione di un nuovo piano di formazione, questa volta molto più esteso e strutturato rispetto a quello che si era concluso nel 2012. La composizione eterogenea delle aule quanto a provenienza, sia di funzione sia geografica, è stata determinante in quanto il confronto alimentato dai temi trattati ha agevolato la comprensione della gestione dei rischi sociali e ambientali in senso più ampio. Quanto ai contenuti trattati, le sessioni formative sono state focalizzate sull’applicazione della Guida Operativa in vigore presso la Capogruppo al finanziamento di progetti reali.

Mentre nel 2014 erano state erogate le prime due giornate del pacchetto formativo, nel 2015 il progetto è stato portato a termine con l’erogazione delle altre tre sessioni in programma. Il pacchetto formativo del 2015 si è concretizzato in 630 ore di docenza e ha coinvolto un gruppo di 42 colleghi.

Contestualmente l’Unità Corporate Social Responsibility ha realizzato, con l’aiuto del Servizio Formazione, un webinar, in italiano e in inglese, sugli stessi contenuti del corso in aula ma con un linguaggio meno specialistico e più consono alle figure che non sono coinvolte in prima istanza nell’applicazione dei Principi. Il webinar ha una durata di circa un’ora ed è volto alla conoscenza della nuova Guida Operativa per l’implementazione degli Equator Principles e dei suoi allegati. Il lancio del webinar è avvenuto alla fine del 2015 e ha interessato circa 1.500 persone, in Italia e all’estero.

Partecipazione al dibattito internazionale

Adottare gli Equator Principles significa anche far parte della vita associativa e del dibattito internazionale portato avanti dall’Associazione EP. Anche nel 2015 Intesa Sanpaolo ha partecipato agli eventi annuali dedicati ai membri e ai momenti di confronto organizzati con le altre banche aderenti, ma anche con gli altri stakeholder, prevalentemente l’IFC, le Organizzazioni Non Governative e le associazioni imprenditoriali di settore. Ha continuato infine a dare il suo contributo alla discussione sul tema della biodiversità, all’interno del Gruppo di Lavoro tematico formatosi nel 2013 (Cross Sector Biodiversity Initiative).

I PROGETTI CHIUSI NEL 2015

Dal 2007 sono 301 le richieste di finanziamento che sono state sottoposte anche allo screening degli Equator Principles. Il perimetro di riferimento riguarda tutte le strutture di Intesa Sanpaolo attive nel finanziamento di progetti che rientrano nell’ambito di applicazione dei Principi, in Italia e all’estero, e due Banche Estere: VÚB Banka e Alexbank.

La tabella mostra il numero dei progetti che hanno raggiunto la chiusura finanziaria nel 2015 suddivisi per categoria:

 TOTALECATEGORIA ACATEGORIA BCATEGORIA C
FINANZA DI PROGETTO 17 4 13 0
PRESTITI ALLE IMPRESE DESTINATI A PROGETTI 2 2