La valutazione del rischio ambientale e sociale nell’erogazione del credito è integrata non solo nella valutazione dei grandi progetti che rientrano nel perimetro di applicazione degli Equator Principles, ma si applica anche ai finanziamenti erogati a tutte le tipologie di clienti della banca. Il Modello di valutazione del rating include un quesito sull’esposizione dell’azienda a rischi di tipo socio-ambientale. Inoltre, dal gennaio 2016, a seguito di una fase pilota realizzata nel 2015, i rischi ambientali saranno considerati e integrati nella pratica di fido come elementi qualitativi - con un effetto sulla valutazione del merito creditizio - tramite un questionario analitico che deve essere completato e registrato a cura del gestore dell’azienda cliente. E’ anche prevista per il 2016 l’integrazione di un controllo bloccante nella pratica di fido che renderà la compilazione del questionario obbligatoria per le aziende appartenenti ai settori merceologici maggiormente esposte al rischio ambientale.

Un’attenta valutazione dei rischi ambientali consente anche di mitigare quello legato alla commissione di reati ambientali da parte dei clienti. Il Modello 231/2001 di Intesa Sanpaolo ha infatti da tempo integrato i reati ambientali come area sensibile, riconoscendo che dagli illeciti previsti dalla tutela penale dell’ambiente discende una responsabilità amministrativa degli enti e di conseguenza una responsabilità indiretta della Banca verso l’operato dei propri clienti.