Intesa Sanpaolo, nel rispetto delle norme vigenti e dei più importanti standard nazionali, ha adottato un Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul lavoro, individuando all’interno della propria struttura organizzativa, le responsabilità, le procedure, i processi e le risorse per la realizzazione della politica aziendale di tutela dei collaboratori. I rischi per la salute e la sicurezza dei collaboratori sono valutati secondo un approccio multidisciplinare, considerando l’effetto combinato dell’ambiente, dei processi e delle attrezzature con le condizioni soggettive dei lavoratori.

Il monitoraggio costante dei luoghi di lavoro, delle segnalazioni di rischio, degli infortuni, degli incidenti nonché del programma annuale di riduzione dei rischi ha permesso di aggiornare il “Documento di Valutazione dei Rischi” a disposizione di tutto il personale.

Il processo di gestione dei rischi presenti all’interno delle sedi del Gruppo, attuato in stretta collaborazione con le competenti funzioni aziendali, ha consentito una riduzione complessiva dei fattori di rischio di circa il 20% nel corso del 2015 e del 40% rispetto al 2014.

In relazione al nuovo concept di filiale, il Servizio Prevenzione e Protezione ha valutato tutti gli impatti delle soluzioni adottate sotto il profilo della salute e sicurezza dei collaboratori. In particolare sono stati valutati gli aspetti legati ai fattori ambientali di microclima, illuminazione, rumore e all’ergonomia delle nuove tipologie di postazioni di lavoro.

Il percorso valutativo iniziato nella fase di progetto del concept, è proseguito con la valutazione sul campo delle filiali pilota di Milano, Roma e Torino, avvalendosi di personale altamente specializzato.  La valutazione ergonomica si è concretizzata da un lato nella verifica della rispondenza ai dettami normativi, dall’altro nella  somministrazione sul campo, ai colleghi delle filiali Pilota, di un questionario di percezione approfondita dell’ergonomia delle postazioni di lavoro. La rispondenza ai requisiti microclimatici è stata condotta anche con monitoraggi ambientali presso le filiali Pilota.

Tale approccio ha consentito di tradurre le evidenze emerse in concrete proposte migliorative, che di volta in volta sono state condivise con il gruppo di lavoro ed in particolare con la struttura preposta alla progettazione immobiliare. Le soluzioni individuate sono state adottate nelle filali di nuovo concept in fase di realizzazione. Questa valutazione sul campo proseguirà nel primo semestre 2016 sulle filiali comprese nel primo programma di realizzazione, focalizzando l’attenzione sia sugli aspetti ergonomici che microclimatici, condividendo evidenze e soluzioni con il gruppo di lavoro.

E’ stata anche avviata un’attività di adeguamento delle postazioni di lavoro di accoglienza prive dei requisiti migliorativi previsti e valutati a livello ergonomico a seguito della quale sono state individuate circa 500 postazioni, installate prima del 2014, che necessitano di interventi di adeguamento. A fine 2015 circa 80% delle postazioni è stato adeguato.

Infortuni

Nell’ambito del programma di “sostegno post-rapina” sono stati effettuati 58 interventi specialistici da parte dei medici competenti e psicologici dell’Università di Milano. Gli interventi di sostegno sono stati caratterizzati da un primo incontro di “counseling” con applicazione delle tecniche del “debriefing” per la gestione del potenziale trauma subito dai colleghi, ed un secondo incontro di “follow-up” a verifica conclusiva di un ritorno alla condizione emotiva e psicologica pre-evento. Al fine di individuare e prestare particolare attenzione ai colleghi vittime di più rapine, dall’inizio del 2015 è stato predisposto un database, costantemente aggiornato a seguito di ogni evento rapina, che consentirà di mantenere le informazioni relative al personale coinvolto in rapine anche in caso di trasferimento presso altre filiali. Questa analisi puntuale, non solo sulle filiali oggetto degli eventi criminosi, ma anche sulle singole persone interessate da questi eventi, consente di programmare interventi di sostegno personalizzati prestando maggiore attenzione alle situazioni che più facilmente potrebbero portare alla manifestazione di disturbi post traumatici. Per i casi ritenuti estremamente gravi a causa di ferimento o grave coinvolgimento da parte del personale, vengono immediatamente attivati gli specialisti Psicologi dell’Università di Milano per offrire un programma ed un supporto ancora più strutturato. In tutti i casi il medico competente territoriale resta a disposizione del personale che ne facesse richiesta per visite mediche volte a verificare l’idoneità lavorativa dei colleghi, conseguentemente all’evento traumatico.

VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA STRESS LAVORO CORRELATO

E’ stata aggiornata la valutazione del rischio da Stress Lavoro Correlato. In particolare, è stata effettuata una nuova valutazione su gruppi omogenei (direttori, gestori e assistenti alla clientela) delle filiali operanti in orario esteso. La valutazione “Preliminare” effettuata con il metodo INAIL ha consentito di classificare il “livello di rischio" ancora nella fascia di rischio “Basso”.

La valutazione è stata integrata con una seconda fase (c.d. valutazione “Approfondita”) che raccoglie attraverso tecniche psicosociali il percepito dei collaboratori. Il metodo utilizzato dal Dipartimento di scienze cliniche e di comunità dell’Università degli Studi di Milano prevedeva un’articolazione del progetto nella quale l’indagine vera e propria è stata preceduta da una serie di incontri tra gli specialisti della Clinica del Lavoro, il Datore di Lavoro, il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione e gli addetti del Servizio Prevenzione e Protezione, i Medici Competenti Coordinatori ed i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Gli incontri hanno avuto lo scopo di illustrare e concordare le modalità di approccio al problema nonché finalità e metodologia dell’indagine. La valutazione sul campo è stata condotta per mezzo di incontri con piccoli gruppi di lavoratori (massimo 15 persone), della durata di circa 3 ore ciascuno e strutturati in tre fasi: 1) formazione/informazione: questa parte prevedeva una modalità d’aula frontale durante la quale venivano spiegati il significato di stress lavorativo, le sue conseguenze sulla salute, gli obiettivi del progetto e la metodologia di rilevazione. Infine, era previsto uno spazio finale per gli eventuali chiarimenti su richiesta dei partecipanti; 2) somministrazione del questionario standardizzato: questa parte prevedeva la compilazione del questionario alla presenza di un ricercatore per chiarire eventuali dubbi relativi alle domande; 3) focus group: al termine del questionario, le criticità organizzative venivano approfondite all’interno di un focus group.

Le conclusioni generali della Valutazione Approfondita, pur dando conto di alcune aree di criticità emerse dalla valutazione stessa, riportano che “In relazione ai fattori di rischio esaminati non risultano differenze significative in funzione della macroarea geografica. Relativamente al genere, le donne sperimentano un maggior sforzo e livelli più elevati di interferenza lavoro-casa, senza però raggiungere punteggi critici. Nessun fattore di rischio è correlato infine all’età dei soggetti. Relativamente agli outcomes di salute psicofisica potenzialmente associabili a condizioni di stress lavorativo non si rilevano criticità, salvo una moderata presenza di ansia sul lavoro sperimentata da gestori e assistenti alla clientela, verosimilmente legata a questa fase di adattamento al nuovo modello di banca. In funzione di tali evidenze si conclude che le problematiche segnalate dai partecipanti allo studio appaiono legate al grado di confort sul lavoro e soddisfazione lavorativa, e non alle condizioni di salute psicofisica.

E’ stata altresì condotta una analisi relativa ai risultati della valutazione preliminare e di quella approfondita in relazione alla ricorrenza delle problematiche emerse nelle due fasi, al grado di accordo e concordanza mostrati, alla coerenza tra i risultati ed al livello di disagio associato alle tematiche emerse dalle due fasi. Tale confronto indica un elevato livello di sovrapponibilità tra i risultati qualitativi delle due fasi.

In merito alla valutazione complessiva relativa a situazioni di Stress da Lavoro Correlato nel Gruppo Intesa Sanpaolo ed al fine di individuare eventuali interventi di mitigazione, si è tenuto conto anche dei risultati della relazione epidemiologica dell’ultimo triennio che ha considerato lo stato di salute di oltre dieci mila dipendenti (solo nel 2015 i medici competenti hanno effettuato oltre 4.150 visite di sorveglianza sanitaria che nel 99,8% dei casi si sono chiuse con un giudizio di idoneità alla mansione), nonché dell’indagine di clima 2014.

Relativamente alla salvaguardia dei collaboratori e dei clienti attraverso la prevenzione del rischio rapina nelle filiali e alla gestione dei collaboratori in situazioni di emergenza, la tutela delle persone ha continuato ad essere il principio cardine che ispira tutte le iniziative realizzate per la protezione delle filiali. Sono state infatti effettuate attività di prevenzione sistematica dei rischi e di mitigazione delle vulnerabilità esistenti e potenziali,  di potenziamento e innovazione delle misure tecnologiche di sicurezza supportate dalla realizzazione di strumenti informativi e dallo sviluppo delle cultura della sicurezza integrata insieme alla pubblicazione di regole operative.

Sono state in particolare progettate soluzioni innovative a supporto dei nuovi modelli di filiale (orario esteso e nuovo layout).

E’ stata completata un’analisi approfondita sui rischi di rapine alle filiali, supportata da un nuovo modello di calcolo e di valutazione dell’efficacia delle misure di sicurezza: sono state analizzate le situazioni di rischio di specifiche filiali attivando miglioramenti nei sistemi di sicurezza, nella verifica del livello di protezione dei siti ad alto rischio e completando il piano di centralizzazione e adeguamento degli impianti di allarme.

A fronte della continua riduzione nel numero di rapine, confermata dalla flessione registrata anche nel 2016 , si è manifestata una riduzione più contenuta delle  rapine “professionali”, realizzate da gruppi criminali più disposti ad affrontare rischi.

Numero Rapine

Per contrastare questo tipo di rapine sono stati avviati piani specifici di intervento orientati ad ammodernare i sistemi di protezione delle filiali, con particolare attenzione alle filiali che custodiscono caveau e cassette di sicurezza.

Lo sviluppo della cultura della sicurezza si è concretizzato sia costituendo un network di security expert sia rinnovando e dotando di metodi sperimentali i contenuti dei corsi d’aula sulla sicurezza. Sono state inoltre sviluppate, in collaborazione con la Banca Online, soluzioni  volte ad arricchire la relazione con la clientela di contenuti sulla sicurezza.

Sempre nel 2015 è stato realizzato il Data Warehouse della sicurezza fisica, sistema informativo agile basato su dati certi e certificati e sono state pubblicate le “Regole di Sicurezza Fisica” che definiscono i processi ed i comportamenti per operare in sicurezza in modo da meglio rispondere ai nuovi trend criminogeni semplificandone nel contempo le modalità di consultazione.

Le attività di manutenzione e rafforzamento dei presidi, delle soluzioni di Business Continuity e dei meccanismi di Crisis Management hanno consentito di garantire con efficacia, anche nel corso del 2015, la continuità dei servizi e la salvaguardia e tutela dei collaboratori e clienti in occasione di particolari eventi di crisi ambientali e sociali.