Nel corso del 2015 è stato mantenuto il consueto stretto presidio circa le strategie di assunzione dei rischi che sono riassunte nel Risk Appetite Framework (RAF) del Gruppo. In occasione del suo aggiornamento annuale è stato introdotto un RAF specifico sul rischio di credito (Credit Risk Appetite) che si configura come un nuovo framework per il governo del rischio di credito individuando porzioni di portafoglio a potenziale crescita degli impieghi e porzioni da tenere sotto controllo. Opera attraverso un approccio standardizzato basato sul rischio/rendimento e l’utilizzo di strumenti quali il rating e indicatori statisticamente predittivi quali l’outlook settoriale, il posizionamento competitivo dell’impresa, il fatturato estero e il possesso di certificazioni, marchi e brevetti (certificazioni sui sistemi di gestione per la qualità, ambientale, salute e sicurezza, EMAS, FSC ecc.). Il Credit Risk Appetite anticipa il nuovo modello di rating per le grandi imprese che è stato elaborato nel corso del 2015 ed è attualmente all’esame dell’Autorità di Vigilanza.

Nel corso del 2015 è stato anche avviato un progetto che ha consentito di individuare una serie di informazioni di natura qualitativa come i fattori di successo delle PMI (settore, innovazione, certificazioni, brevetti, marchi, formazione, ottenimento del rating di legalità ecc.), il loro posizionamento competitivo (performance, trend vendite, ecc.), gli aspetti legati alla presenza di rischi, alle politiche di investimento adottate e alle previsioni, nonché l’appartenenza a reti e filiere.

Questi fattori sono stati oggettivizzati dalle strutture interne della Banca (Risk Management, Crediti e Marketing) e sono attualmente all’esame del Regulator per entrare a far parte, a pieno titolo, del nuovo modello di rating al fine di incidere sia sulle modalità di concessione del credito che sul pricing.

In coerenza con le disposizioni di Vigilanza è stato introdotto un presidio sistematico per la gestione delle Operazioni di Maggior Rilievo, operazioni che possono comportare una potenziale variazione significativa del profilo di rischio del Gruppo. Tra queste rientrano: le operazioni straordinarie di acquisizione o di dismissione che alterano in maniera significativa il perimetro dei rischi del Gruppo, determinando quindi un potenziale impatto sul profilo di rischio complessivo come definito nel Risk Appetite Framework; le operazioni che determinano un impatto sui rischi specifici individuati nel RAF ed infine eventuali altre transazioni specificatamente individuate per la presenza di rischi potenziali non puntualmente quantificabili ex-ante, o per l’elevata rischiosità riferita alla singola transazione (es. operazioni di rinegoziazione o di ristrutturazione creditizia).